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| La bellezza dopo la caduta |
Sulla riva del lago giace, sconfitto eppure maestoso, un vecchio albero sradicato.
Le sue radici, un tempo ancorate profondamente alla terra, ora emergono nude e contorte come mani scheletriche che ancora cercano di afferrare qualcosa di perduto. I rami secchi, spogli di foglie, si protendono verso il cielo come un ultimo grido silenzioso. Non respira più. Non fiorisce. La linfa ha smesso di scorrere da tempo.
Eppure, proprio in quella morte, nasce una bellezza diversa, quasi sacra.









