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| Il Monte Amiata sullo sfondo, visto dalle campagne di Proceno |
Il vento arrivava leggero dal fondovalle, portando con sé il profumo dolce e un po’ selvatico dell’erba alta.
In primo piano, il campo sembrava un mare vivo: un verde intenso, che ondeggiava in morbide onde sotto la brezza di maggio. Tra gli steli lucidi spuntavano ciuffi di fiori gialli, che sembravano piccoli soli.
Più avanti, il terreno saliva dolcemente. Le colline si susseguivano una dopo l’altra, coperte da un mantello di un verde più maturo, punteggiato di boschi qua e la.
E sullo sfondo, solenne e imponente, si ergeva lui: il Monte Amiata. La sua sagoma scura e arrotondata dominava l’orizzonte, ancora velata da una leggera foschia azzurrina.
Mentre ammiravo quel paesaggio, non potei far altro che farmi cullare dal verde eterno.

Che incantevole paesaggio.
RispondiEliminaGrazie 🙂 merito della natura
EliminaMolto bello...
RispondiEliminaE il naufragar m'è dolce in questo ermo colle
Grazie, ho provato le stesse sensazioni di Leopardi 🙂
EliminaErba e cielo riescono a tagliare fuori infiniti altri paesaggi, entrano in colloquio simbiotico e ti proiettano ad un piano altro di ricezione.
RispondiEliminaSolo al mare riconosco poteri più forti..
Condivido pienamente il tuo pensiero 🙂
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