Ci sono giorni in cui i centri abitati sembrano fatti di pietra bollente.
L’asfalto ribolle, l’aria condizionata ronzante dei negozi è un miraggio e il solo pensiero di uscire dopo le 11 ti fa venire voglia di ibernarti.
Poi ti ricordi che il refrigerio esiste. Non è in una vasca di ghiaccio, è verde, profuma di terra bagnata e ha un soffitto di foglie.
Sono scappato lì ieri. Appena si lascia la strada e si imbocca un sentiero come questo, accade una magia termica: la temperatura scende di 5, a volte 8 gradi. L’afa resta fuori, bloccata da quel tunnel di castagni e querce.
Cammino e sento l’aria che cambia. È più leggera, si muove. Sa di muschio e di ombra. Il ghiaino sotto le scarpe scricchiola, gli uccelli non boccheggiano come la gente in città. Qui respiri davvero.
Non è solo suggestione. Gli alberi rilasciano vapore acqueo con la traspirazione e le chiome bloccano la radiazione solare diretta. Il risultato è un microclima naturale.
È scienza, ma sembra poesia. E a differenza del condizionatore, non ti secca la gola e non ti fa venire il torcicollo.

Che meraviglia! Già solo affondare lo sguardo nel verde di quest'immagine e leggere le tue parole fa sentire più freschi... ;-))
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