Mentre passeggiavo, il sole ha deciso di giocare a nascondino.
Il sole, grande e sfacciato, è scivolato piano dietro le spalle scure degli alberi.
È rimasto lì, ostinato, a spiare tra i rami. I suoi raggi di luce filtravano tra i rami, ferendo il blu del cielo e incendiando le cime dei cipressi.
In quel momento ho realizzato che il sole non si nascondeva per timidezza: si nascondeva per farsi desiderare.
Per ricordarci che la bellezza più grande non è quella che urla, ma quella che filtra, che sfugge, che promette, la bellezza vera che va cercata oltre l'apparenza.

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