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giovedì 27 agosto 2026

Il volo mentale

Un "rumore" che spesso non prendiamo in considerazione è quello che si forma dentro di noi, più precisamente nella nostra mente.

Spesso ci si lamenta del chiasso che possiamo sentire al bar, in mezzo al traffico o tra persone maleducate che urlano come se non ci fosse un domani.

Questi sono rumori esterni che associamo ad altre persone che ci stanno davanti e dalle quali siamo infastiditi.

Un "rumore" che spesso non prendiamo in considerazione è quello che si forma dentro di noi, più precisamente nella nostra mente.

Chi ha problemi di depressione, si rende benissimo conto di quei pensieri che non fanno chiudere occhio la notte o non li fa vivere tranquillamente, mentre devono svolgere un impegno.

Chi fortunatamente non ha queste problematiche, non immagina quanto i suoi pensieri siano rumorosi.

Solo un'altra persona che osserva, nota lo sguardo perso nel vuoto, possibili occhi sbarrati o movimenti ricorrenti di alcune parti del corpo o di qualcosa che teniamo ansiosamente tra le mani, come una penna che viene scossa velocemente.

In quei momenti nella nostra mente accade di tutto, il nostro cervello prende in considerazione vari scenari che potrebbero accadere per qualcosa o qualcuno a cui teniamo, per una difficoltà economica,etc...

Questo è il volo mentale: quello che all'esterno non è udibile, ma che dentro la nostra coscienza ipotizza e realizza, come un computer che sta montando un film, con infiniti cammini possibili soluzioni, ma anche impossibili vie di fuga.

Il vero "rumore" è lì, ed è sempre stato dentro di noi.

giovedì 18 giugno 2026

L'aquila che si credeva un pollo

Passarono gli anni. L'aquila diventò grande e forte, ma continuò a vivere come aveva sempre fatto. Non si rendeva conto della potenza racchiusa nelle sue ali, della vista eccezionale che possedeva, della capacità di affrontare le correnti e raggiungere le montagne.  Aveva accettato l'idea di essere qualcosa che non era, non aveva capito di andare contronatura.

Ricordo il titolo di un libro che recitava così: "Messaggio per un aquila che si crede un pollo" e l'autore era Anthony de Mello.

Ammetto di non averlo mai letto, ma tornandomi in mente quel titolo curioso ma al contempo potente, cerco di dare una personale interpretazione:

C'era una volta un'aquila che viveva in un pollaio.