giovedì 5 novembre 2026

Il "trumpismo" non è (ancora) finito

Il "trumpismo" non è finito, nonostante la sonora sconfitta alle midterm che hanno visto trionfare il Partito Democratico sia alla Camera che al Senato.  Gli errori che possiamo imputare al presidente americano sono quelli di matrice militare, come l'intervento in Venezuela e la guerra in Iran, che sarebbe dovuta finire da un pezzo, ma poi tra una pausa e l'altra ricomiciano le ostilità.
Cielo blu elettrico che rappresenta la vittoria dei democratici 

Il "trumpismo" non è finito, nonostante la sonora sconfitta alle midterm che hanno visto trionfare il Partito Democratico sia alla Camera che al Senato.

Gli errori che possiamo imputare al presidente americano sono quelli di matrice militare, come l'intervento in Venezuela e la guerra in Iran, che sarebbe dovuta finire da un pezzo, ma poi tra una pausa e l'altra ricomiciano le ostilità.

Chi ha votato Trump, voleva il contrario, cosí come affermava il movimento MAGA, ovvero ritiro dei soldati sparsi per il mondo nei vari teatri di guerra o di tensione, Europa compresa, per poi riposizionarli magari lungo i confini, soprattutto quelli con il Messico, da dove arrivano più flussi di immigrati e criminalità.

Insomma rischierarli nel "cortile di casa", lasciando il resto del mondo ad arrangiarsi, qualora qualcuno avesse avuto problemi.

Invece l'avventurismo militare ha tradito la fiducia degli elettori repubblicani, che avevano intravisto nel motto "Make America great Again" una speranza nel vedere il proprio paese al primo posto a partire dalla sicurezza dei confini, dall' immigrazione selvaggia e da un possibile ritorno del "sogno americano" che negli ultimi anni era svanito, facendo diventare il mondo "economicamente multipolare". C'era quindi nostalgia per quel glorioso passato dove gli USA erano indiscutibilmente prima potenza economica mondiale, oltre che militare.

Ma nonostante diversi errori, l'inquilino della Casa Bianca, potrà sempre contare sui suoi più stretti collaboratori, vedi Vance, Rubio o Hegseth.

È vero che "l'onda blu" ha travolto tanti stati americani,facendo cadere stati conservatori d'eccellenza come il Texas , l'Iowa o il Kansas, ma ha mantenuto diversi stati rossi (repubblicani) come quelli del Midwest (area centrale del paese) e il sud come Louisiana, Alabama e Florida.

Quindi il "trumpismo" può ripartire nonostante tutto da queste aree, sempre che la Casa Bianca, cambi rotta.

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