Ah la radio… quanti ricordi. Sin da bambino che la vedevo usare a mio padre sia in macchina che a casa e poi l’ho avuta in regalo, marchio Aiwa, con modulazione AM/FM, (ancora prima che internet ci permettesse di ascoltare stazioni da tutto il mondo) e con la quale speravo di trovare una stazione lontano, da chissà quale paese sconosciuto.
Aveva anche il lettore CD e Musicassette. E proprio i nastri che con una penna mi divertivo a riavvolgere, li usavo per registrare le canzoni dalle mie radio preferite, tutte le hit del momento che non potevo certo lasciarmi scappare, perchè non potevo aspettare che uscisse la compilation con magari una sola canzone che mi piaceva sul serio. Volevo creare la mia collezione personalizzata, attaccarci sopra un etichetta e scrivere il titolo (inventato sul momento) della mia compilation da far ascoltare a casa o agli amici.
Ora nell’epoca dello streaming, dove basta una connessione internet per sostituire l’indimenticabile antenna che si allungava e orientava per tentare di ricevere un segnale migliore, abbiamo tutto a portata di clic. Penso ad esempio a siti come Radio Garden o svariate app con tutte le stazioni radio memorizzate, dalla quali puoi scegliere le tue preferite.
La tecnologia avanza, ma quei segnali radio che dagli albori della loro scoperta, grazie all’italiano Guglielmo Marconi mentre sperimentava a bordo dell’Elettra, diventavano via via più presenti nelle vite di tutti, quella vecchia “magia” di ascoltare delle voci, magari immaginando il volto di chi parlava e parla tutt’oggi ( gli speaker meno noti) è ancora viva in tanti di noi (tranne quelli che preferiscono solo la tv).
Credo che nei tempi attuali, dove in tv (che mi piace), ma sulla quale trasmettono spesso “programmi spazzatura”, riscoprire la voglia di ascoltare programmi radio che parlano del mondo che ci circonda, in qualsiasi ambito, sia necessario.
Dopotutto le prime informazioni arrivarono via radio e forse oggi oltre i siti delle varie testate giornalistiche e social, rappresenta ancora una volta uno strumento da riprendere in considerazione.
Amo la radio da quando ero bambino,è praticamente sempre accesa quando lavoro sull'orto o in officina a giocare con i miei lavoretti,sintonizzata esclusivamente su Radio uno,a casa ne ho una decina tra vecchie e nuove,da ragazzo ho trascorso tantissime nottate in una radio libera del mio comune,che tempi ragazzi...
RispondiEliminaCiao
Anche mio padre ha lavorato in una radio libera da giovane e ne era così felice che raccontava spesso quell'esperienza. Grazie per la tua bella testimonianza e speriamo che la radio venga riscoperta, anche perché vanno spesso in onda programmi di cultura e podcast interessanti, visto che in TV ci dobbiamo sorbire il grande fratello e altri programmi spazzatura.
EliminaBuona serata 🙂👋
Amavo molto la radio e, da ragazzina , l'avevo sempre accesa !! Quante canzoni ho registrato , allora c'erano le cassette e i registratori. Amavo Radio Monte Carlo. Bei tempi. Saluti.
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