domenica 19 luglio 2026

Sotto la nuvola dell'Amiata

Il cappello del Monte Amiata

C'è un momento, in cui capisci di essere uscito da una cartolina.

Non ci sono cipressi perfettamente allineati, non c'è un borgo arroccato al centro dell'inquadratura. C'è solo erba un po' selvatica, qualche foglia secca a terra, il verde che non è curato ma vissuto. 

E poi, in fondo, lui: il Monte Amiata.

L'ho scattata senza nemmeno pensarci, una di quelle mattine di autunno che sembrano ancora estate. Cielo blu tagliato con l'accetta, aria limpida.

E all'orizzonte, maestoso e un po' sornione, l'antico vulcano spento. La montagna più alta della Toscana meridionale.

Sopra la sua vetta, una sola nuvola: compatta, bianca, sospesa come se avesse deciso di fermarsi solo lì.

Gli abitanti della zona la conoscono bene, la chiamano "il cappello dell'Amiata". Quando c'è lui, il tempo sta per cambiare e quando non c'è, puoi vedere fino al mare.

È la tipica e costante cappa di nuvole o nebbia che avvolge la vetta del Monte , un fenomeno meteorologico legato all'umidità e ai rapidi sbalzi di temperatura della montagna.

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